Ida Marinella Rigo a “10 minuti con” di TG FOTOGRAFIA

Fotografia che corre su due binari ben precisi: ritrattistica e dittico. Una ispirazione e citazione: Le Metamorfosi di Ovidio. Una ricerca: la trasformazione propria di ogni essere umano come tramite per amare il silenzio e lo stupore, interrogarsi e riflettere.

All’interno del TG FOTOGRAFIA (qui info https://federicapaola.wordpress.com/2021/03/10/tg-fotografia-torna-ad-aprile-2021/) un telegiornale dedicato solo alla fotografia, “10 minuti con” è un breve appuntamento con fotografi, sia nazionali che internazionali, dove si parla di alcuni aspetti fondamentali o di un loro lavoro o della loro ricerca in generale.

Ai 10 minuti con può seguire, a discrezione di Federicapaola Capecchi ed anche del gradimento dell’autore da parte del pubblico, un approfondimento che, a quel punto, diventerà lo speciale “focus on”.

Martedì 29 giugno 2021 è stata la volta di Ida Marinella Rigo con il suo “m e t a m o r p h o s i s”

Un richiamo al grande poema epico di Ovidio, Le Metamorfosi appunto, è evidente. Ne abbiamo parlato con Ida Marinella Rigo cercando di capire come – rispetto ad Ovidio – la mitologia greca riesca anche oggi ad essere specchio e strumento di riflessione.

Ovidio racconta il concetto di trasformazione attraverso i miti greci, descrive la natura umana con tutti i suoi mutamenti e turbamenti, tanto interiori quanto esteriori. Ed è evidente come i miti e le leggende greche contengano una serie di profonde riflessioni intorno alla natura umana. Un continuo gioco di proiezioni di virtù e fragilità del genere umano. Ida Marinella Rigo, partendo da Ovidio, sviluppa un suo personale modo di intendere ed usare tanto la trasformazione quanto la figura mitica.

Abbiamo parlato della scelta del dittico, di come esso – come il trittico – rafforzi le possibilità narrative della fotografia stessa e di come permetta di creare e ricreare storie, immagini dalle immagini e nelle immagini. Abbiamo visto come anche una profonda antitesi eventuale sia comunque generatrice di stupore e racconto. Ci siamo chieste se in questa relazione duale si muovessero sguardi e stati emotivi diversi.

Nel tentativo di provare a guardare le fotografie di “m e t a m o r p h o s i s” singolarmente – diciamo così – cioè coprendone di volta in volta una e concentrandoci sull’altra, ci si è palesato come – da sole – si muovano in un equilibrio instabile che svanisce solo proprio nell’accostamento dell’una all’altra. Ciò che le unisce intimamente, raccoglie le singole forze di ognuna e permette loro di comunicare.

Un immaginario visivo potente e che svela l’incessante necessità dell’altro e di confrontarsi con esso.

http://www.instagram.com/idamarinella

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