Robert Riger. Intervista con Dawn Aberg, the Trustee of the Robert Riger Living Trust

Fotografia e grande fotografia sportiva. Una visione e comprensione non solo dello sport ma della sua anima, tanto quanto degli uomini – atleti che gareggiano.

Parliamo con Dawn Aberg, la Responsabile del Robert Riger Living Trust, che gestisce gli archivi Robert Riger. Insieme, io e Dawn, stiamo preparando un’importante ed emozionante sorpresa per il pubblico italiano … in presenza, con la riapertura ufficiale delle attività espositive, delle mostre istituzionali …

Prima di rivelare la nostra sorpresa, abbiamo voluto parlarvi di Robert Riger, uno dei più acclamati interpreti visivi dello sport a livello internazionale.

Come il mio articolo di settimana scorsa su di lui [LEGGI L’ARTICOLO QUI] anche l’intervista a Dawn Aberg inizia con due citazioni di Robert Riger, che trovo significative per comprendere tutta la sua opera, dalle fotografie ai disegni.

Dawn Aberg ci ha aperto un mondo di racconti di Robert Riger non solo come fotografo sportivo ma anche come persona (Dawn è la ex moglie di Robert). Ci ha accompagnato ad immaginarlo a bordo campo tra le sue 16 millimetri e le sue matite tipografiche; ci ha portato alle Olimpiadi del 1980 e del 1992 come alla grande celebre partita dei New York Giants contro i Baltimore Colts; ci ha fatto spiare negli spogliatoi mentre gli atleti si preparano alla gara; ci ha presentato molti protagonisti dello sport, dai giocatori di football ai giocatori di golf. Soprattutto ci ha aperto le porte dello studio di Robert Riger, da cui era collegata, In Alabama, permettendoci di muoverci anche noi tra scaffali, fotografie, stampe, disegni, libri. Abbiamo deciso insieme, infatti, che invece di farvi vedere le fotografie belle pulite, precise da file, forse, era più interessante navigare in questo studio, magari vedendole anche di sbieco, ma in qualche modo toccandole anche noi attraverso le sue mani che le porgevano al video e dunque a noi.

Dawn si è posta in modo colloquiale e questo spero vi porti dentro fino in fondo in questo racconto fantastico.

Le sue sono fotografie forti, pure espressioni dell’uomo e dell’atleta; anche i frammenti, i secondi piani, nulla mai accidentale. Ogni sua fotografia si muove tra incredibili dettagli dello sport e l’intensità con cui viene disputata la gara.

Il suo sguardo, le sue fotografie sono davvero un esempio – e di clamorosa bellezza – di come non fermare un gesto, un movimento, un accadimento, ma sospenderlo per sempre nel tempo. L’obiettivo e il suo sguardo non possono fare a meno di nutrirsi del suo pensiero, spirito ed esperienza.

Infatti con il suo pensiero, spirito ed esperienza – portati a noi da Dawn – si chiude l’intervista, con l’augurio che in questo pazzo mondo possa ancora avere un senso provare a far capire questa visione e comprensione “classica” dello sport e di quanto sia un’arte fotografare lo sport.

Io e Dawn pensiamo di sì, che abbia ancora un senso e un valore. E quindi ci rimettiamo all’opera per la grossa sorpresa cui stiamo lavorando.

Domani, mercoledì 19 maggio 2021, incontrerò di persona anche Andrea Rocco, grande amico di Robert Riger, con cui parleremo del Giro del 1989 e di altre bellissime cose che hanno seguito insieme.

Insomma, i lavori procedono, procedono.

Federicapaola Capecchi

LE FOTOGRAFIE CHE VEDETE NEL VIDEO E IN QUESTO ARTICOLO SONO DELL’ARCHIVIO ROBERT RIGER LIVING TRUST E SONO STATE SCATTATE DA DAWN ABERG, DIRETTAMENTE DURANTE L’INTERVISTA, PER CONSENTIRE UNA VISIONE MIGLIORE DELLA SOLA INQUADRATURA NEL VIDEO.

ENGLISH VERSION

Photography and great sports photography. A vision and understanding not only of sport but of its soul, as much as of the men – athletes who compete.

We talk to Dawn Aberg, the Trustee of the Robert Riger Living Trust, which manages the Robert Riger archives. Together, Dawn and I are preparing an important and exciting surprise for the Italian public … with the official reopening of the exhibitions, the institutional exhibitions …

Before revealing our surprise, we wanted to talk to you about Robert Riger, one of the most internationally acclaimed visual interpreters of sport.

Like my article on him last week [READ THE ARTICLE HERE], the interview with Dawn Aberg begins with two citations from Robert Riger, which I find significant in understanding all his work, from photographs to drawings.

Dawn Aberg has opened up a world of stories about Robert Riger not only as a sports photographer but also as a person (Dawn is Robert’s ex-wife). She has taken us to imagine him on the sidelines with his 16mm cameras and typography pencils; she has taken us to the 1980 and 1992 Olympics as well as to the New York Giants’ famous big game against the Baltimore Colts; she has let us peek into the locker room as the athletes prepare for the game; she has introduced us to many sports stars, from football players to golfers.

Above all, she has opened the doors of Robert Riger’s studio, from which she was connected, In Alabama, allowing us to move among the shelves, photographs, prints, drawings and books. We decided together, in fact, that instead of showing you the nice, clean, precise photographs from the files, perhaps it was more interesting to navigate in this studio, perhaps even seeing them from the side, but somehow touching them ourselves through her hands that handed them to the video and therefore to us.

Dawn has put herself in a colloquial way and this I hope takes you all the way into this fantastic tale.

His photographs are strong, pure expressions of the man and the athlete; even the fragments, the second shots, nothing is ever accidental. Each of his photographs moves between incredible details of the sport and the intensity with which the race is run.

His gaze, his photographs are truly an example – and a resoundingly beautiful one – of how not to stop a gesture, a movement, an event, but to suspend it forever in time. The lens and his gaze cannot help but feed on his thought, spirit and experience.

In fact with his thoughts, spirit and experience – brought to us by Dawn – the interview closes, with the hope that in this crazy world it may still make sense to try to make people understand this ‘classic’ vision and understanding of sport and how it is an art to photograph sport.

Dawn and I think so, that it still has meaning and value. So we’re getting back to work on the big surprise we’re working on.

Tomorrow, Wednesday 19 May 2021, I will also meet in person Andrea Rocco, a great friend of Robert Riger, with whom we will talk about the 1989 Giro and other wonderful things they did together.

In short, work is progressing.

Federicapaola Capecchi

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