Ritratto e autoritratto: i progetti fotografici selezionati

All’interno del progetto MAKING OFF Opificio della Fotografia – il primo corso / laboratorio che puoi gestire su misura per te, composto da incontri generali e individuali che programmi in base ai tuoi tempi e le tue disponibilità – la Prima Call dedicata al Ritratto e autoritratto si è chiusa giovedì 11 giugno 2020

MAKING OFF Opificio della Fotografia – Un’idea di Federicapaola Capecchi. in collaborazione con Francesco Tadini, Spazio Tadini Casa Museo, PhotoMilano, ISP Italian Street Photography

La call era stata prorogata di una settimana. Poi si è visionato tutto il materiale giunto e si è purtroppo escluso (diversi ahimé) chi non ha presentato correttamente la propria candidatura per esempio mandando solo le foto senza una presentazione né una biografia e senza che nemmeno fossero nominati i file. Un’occasione sprecata.
Poi la Giuria si è riunita, ha lungamente dibattuto e le decisioni sono le seguenti:

I SELEZIONATI PER LA CALL RITRATTO/AUTORITRATTO che avranno la possibilità di costruire il loro percorso formativo in base alle proprie disponibilità relazionandosi con il team tutor al completo e con una serie di ore/affiancamento one to one SONO:

(in ordine alfabetico)

FABIO BONFANTI con il Progetto LUST

It’s a question of lust
It’s a question of trust
It’s a question of not letting what we’ve built up – (Depeche Mode – Question of Lust)

La quarantena ha portato il mio sguardo verso l’interno rispetto alla mia inclinazione naturale di fotografare l’esterno. Ho provato a pensare a uno spazio ristretto e claustrofobico come una stanza chiusa, metafora possibile della mia mente, disordinata, non perfettamente a fuoco, spesso in totale sofferenza di luce. Il termine lussuria, già in latino indicava tutto ciò che era eccesso, rigoglio, lascivia, sfrenatezza e persino deformità. Nella lussuria sembrano coesistere due forze: il desiderio dell’abbandono alla tentazione peccaminosa e la ricerca di una fuga salvifica. E’ così che ho voluto provare a spiare il rapporto che può esistere nella lussuria tra vittime e carnefice e come questi ruoli possano invertirsi quando si perde il controllo. Tredici immagini: sette con il bianco che predomina , sette con predominanza del nero e una di passaggio fra i due stati. Il tredici è anche il numero della morte e della rinascita, di questo ciclo continuo, in cui divento testimone di me stesso e delle mie sensazioni.   

GABRIELE FACCIOTTI con il Progetto AUTORITRATTI

Durante il primo periodo della quarantena, quello più severo ho iniziato, un po’ per gioco ho iniziato a scattarmi delle fotografie. Ho scoperto nell’autoritratto una pratica stimolante e terapeutica. In un momento in cui si fatica a controllare qualsiasi aspetto della propria quotidianità (la depressione continua a picchiettarmi sulla spalla…), questo è un davvero un ottimo metodo per avere controllo sul proprio tempo. Fotograficamente, inoltre, l’impegno e l’energia che bisogna mettere nel costruire un autoritratto, sia che si tratti di un gioco, come nel mio caso, sia che si tratti di qualcosa di più strutturato e profondo, mi hanno fatto maturare una nuova consapevolezza che spero sarà utile nel mio futuro (se ci sarà…)
professionale di fotografo. Questa serie rappresenta un po’ la mia quarantena: ci sono stati momenti di grande euforia, depressione, amore per me stesso, rabbia, vuoto, follia, voglia di uscire in bici…

ALESSANDRA MARINOZZI con il Progetto 100 GIORNI

100 giorni
Questi autoritratti sono stati presi negli ultimi 100 giorni, sono il mio percorso di cura e di scoperta. Scoperta di me, nonostante il mio timore di mostrarmi agli altri e a me stessa. Scoperta di un mondo nuovo, grande quanto la mia casa, ma molto più grande di quello che conoscevo. Di un nuovo fluire del tempo, più lento e dolce, dell’amore vicino e lontano, di riflessi inaspettati. Un percorso di cura, ancora al suo inizio, difficile ma necessario.
100 giorni tutti diversi, tra tristezza, ansia, paura, morte, incertezza, curiosità, gioia e gratitudine, tra tagli di capelli scombinati, giochi, danze salvifiche, pulizie forsennate, mascherine autoprodotte e fame di sole e aria.
Dopo 100 giorni vorrei nascondermi, ora che possiamo nuovamente uscire ho paura, anche se ne ho una voglia folle, una voglia matta di abbracci e sorrisi scoperti.
Non voglio uscire e lasciare la lentezza, la sorpresa di inventare un giorno diverso ogni giorno, non voglio uscire e vedere che nuovamente confondiamo con la fretta l’egoismo e la grettezza, che passiamo distratti davanti a quel carrello e non lasciamo un chilo di pasta a chi ne ha bisogno, che troviamo guanti e mascherine nel mare, che ci chiudiamo a chiave nelle nostre macchine, da soli e distanti. Che tutto torna come prima.

ANDREA RUTTA con Foto Singole RITRATTI

CHIARA VITALI con il Progetto ABBI CURA DI TE

Abbi cura di te

C’è un viaggio che ognuno inevitabilmente compie. È un viaggio obbligatorio: si prende il biglietto nell’esatto istante in cui si viene al mondo. È il complicato e ricco cammino con se stessi. Con il proprio corpo, i propri pensieri, il proprio io: sfida, scontro, accettazione, crescita. Ognuno donna ed ogni uomo procede con un passo tutto suo, diverso dagli altri. Hai camminato e stai camminando sui tuoi piedi. Il tuo viaggio è eterno e quotidiano, si ripete senza mai essere uguale a se stesso e ha una lunga traiettoria. Non vedi la fine; vedi però un inizio avvolto dal mistero. Non è facile avere a che fare con te stessa: ci sono profondi abissi. Ci sono paure, giudizi, angosce. Ti guardi allo specchio e vedi un volto che ti piace, poi non ti piace più, poi è felice e poi è triste. Lo vedi cambiare: il naso è più pronunciato, le guance più magre. E trovi un capello argentato in mezzo alla chioma. Ma il vero cammino, quello più autentico, riguarda la tua parte più interna. Niente naso, né guance, né capelli. Lì ci sono invece orizzonti vastissimi che si colorano come il cielo: a volte di tempesta, a volte di sole splendente. Dentro ci sono decine di emozioni che si accavallano. Ci sono desideri, sogni e voglia di vivere. Conoscerti, che maestosa sfida. Un passo dopo l’altro, imparerai sempre più ad avere cura di te: al tuo fianco sempre ti troverai.

Non ci capiamo

Non ci capiamo ma siamo vicine

Non importa, ci penso io a te

Vieni, ti ascolto

Puoi fidarti di me

Ora e per sempre

Nei prossimi giorni, tutti, anche coloro che non sono stati selezionati riceveranno una email da parte della Giuria di MAKING OFF Opificio della Fotografia.

I selezionati riceveranno comunicazione del Primo incotro con il team tutor al completo e indicazioni su come organizzare il proprio laboratorio/affiancamento.

Nell’incontro con il team tutor al completo i selezionati riceveranno valutazioni, consigli e critiche sui lavori e riceveranno indicazioni dei “punti deboli” o dei “punti forti” sui quali andare a lavorare nel percorso di affiancamento one to one con i singoli tutor.

Li rivedremo a fine percorso e scopriremo come si sono modificati i progetti, tanto visivamente quanto nella loro descrizione testuale.

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